  Linux Italian-HOWTO
  Marco Gaiarin (gaio@dei.unipd.it)
  v0.8beta, 17 February 1997

  Questo HOWTO descrive in alcuni semplici passi come configurare il
  proprio sistema Linux per supportare pienamente la tastiera e la
  localizzazione italiana.  Inoltre si vuole in questo testo censire il
  mondo Linux in Italia.

  1.  Introduzione

  Vi sarete accorti tutti che, nonostante la potenza e la versatilit di
  Linux, fargli capire che siamo in Italia non  uno dei compiti pi
  facili.  La tastiera spesso e volentieri manca di qualche cosa, anche
  se ci sono le lettere accentate, queste non vengono mai visualizzate,
  tutte le misure per la stampa sono impostate al US Letter invece che
  al pi consono A4.  Questo vuole essere un breve testo introduttivo
  che permetta di risolvere almeno i principali problemi.

  Quello che di sicuro sappiamo  che Linux ha avuto un grosso successo
  in Italia, e sono nate mille realt che ci girano attorno.  Chi
  sviluppa o porta software, chi traduce e scrive howto, chi scrive
  tesi, chi gioca, chi lavora...  Insomma, ce n' da riempire parecchie
  pagine!

  Questo testo non  una guida all'installazione, n un testo di
  introduzione a Linux. Se questo  il vostro primo approccio a Linux,
  perch lo avete appena installato o vi accingete a farlo, qui potete
  trovare solamente alcuni riferimenti ad altre pubblicazioni che vi
  possono aiutare.

  In particolare in questo testo si presume che:

    Abbiate Linux installato e funzionante. Quello che di sicuro non
     troverete qui  una guida alla risoluzione di problemi hardware.

    Abbiate una minima conoscenza della organizzazione del filesystem e
     la padronanza dei principali comandi, nonch un'idea dei concetti
     di utente e utente ``root''.

    Abbiate una minima conoscenza dell'uso dei programmi fondamentali,
     come un MUA, un editor di testi, un news reader, ...

     Come editor consiglio joe(1) ai principianti.  leggero, veloce, e
     funziona con una sintassi dei comandi WordStar compatibile.

  Se siete alle prime armi con Linux, lo avete appena installato, il
  consiglio che vi do  quello di mettere da parte questo HOWTO e farvi
  una certa cultura su Unix in generale e su Linux.

  Lettura ``obbligatoria''  quella dell'Installation and getting
  started di Matt Welsh, o gli equivalenti libri in italiano.  Trovate
  in fondo, nella sezione bibliografica, tutti i riferimenti per
  reperire questi testi.

  1.1.  Dove potete trovare sempre l'ultima versione...

  L'ultimissima versione di questo testo  reperibile all'url
  <http://www.dei.unipd.it/it/linux/pluto/ita-howto/Italian-HOWTO.html>
  o anche nel sito dell'Italian Linux Documentation Project, ovvero al
  sito  <http://www.psico.unipd.it/ildp>. Gli altri formati (txt, ps,
  ...)  si trovano nello stesso sito,
  <ftp://www.psico.unipd.it/pub/ildp/HOWTO>.

  L'autore  reperibile agli indirizzi gaio@dei.unipd.it oppure
  gaio@peacelink.it. Oppure agli indirizzi 2:333/1016.2 (FidoNet),
  61:3917/1.2 (PeaceLink), 91:13/1.4 (PNet).

  Sono contentissimo di ricevere ``feedback'' per questo testo, e invito
  tutti a segnalarmi eventuali errori, dimenticanze o proposte.

  1.2.  Convenzioni tipografiche

    Questo  un programma(n) o file di configurazione del sistema.

     Il numero tra parentesi non  messo a caso. Vuol dire che quel
     programma  dotato di una man page, consultabile con il comando man
     n programma. Il fatto che scriva esplicitamente quel numero tra
     parentesi vuole essere un invito esplicito a leggere quella man
     page.

    Questo  un comando da impartire o un nome di file.

    Questo  un [Tasto] sulla tastiera. Questa  una combinazione di
     tasti [Tasto1+Tasto2].

     Di solito, per comodit, eviter di scrivere le combinazioni di
     tasti con shift, perci al posto di [a+Shift] scriver il pi
     semplice [A].

    Questo  un termine nuovo presente nella sezione qui sotto o
     spiegato in seguito.

  1.3.  Note per questa versione Beta

  In teoria questa non  pi una versione Beta. Ormai gli errori sono
  pochi (se ci sono ;), le spiegazioni sono abbastanza complete, i
  riferimenti sono copiosi e verificati.

  Ma buona parte delle cose che ho qui scritto si riferiscono alla
  distribuzione Slackware, che ho (finalmente) abbandonato.

  Dalla prossima versione, che sar la 1.0, l'Italian-HOWTO, pur
  cercando di essere pi indipendente possibile dalla distribuzione,
  far riferimento a Debian, perch ha una init SYSV, perch ha un
  sistema di pacchettizzazione e configurazione serio e funzionale,
  perch  gi ora parzialmente in italiano e in futuro lo sar (si
  spera) totalmente.

  Debian e RedHat sono molto simili, quindi gli utenti RH non dovrebbero
  trovarsi a disagio.

  Se non capite perch faccio questa drastica scelta, installate Debian
  (o se proprio siete dei fifoni, RedHat) e capirete...

  1.4.  Ringraziamenti

  Anche questa data non  li a caso (chi indovina?). Spendo i miei ``two
  cents'' in favore di chi, in questo paese, si batte per la legalit,
  per la giustizia; per chiunque compie il suo lavoro convinto che ci
  sia comunque una netta divisione tra bene e male, e che il male vada
  comunque perseguito; per chi crede che  compito di tutti ristabilire
  una cultura della legalit in Italia, per non farsi incantare pi da
  nani, ballerine e latitanti.

  Un grazie particolare va ad Anna, che nonostante passi buona parte del
  mio tempo davanti al computer, resiste ancora... Anche se devo dire
  che  scappata per due mesi in Africa, a disintossicarsi... Beata
  lei!!!

  Un grazie a mia mamma, anche se mi ha fatto prendere una grosso
  spavento in questi ultimi mesi...

  Inoltre ringrazio mio cognato Stefano che, nonostante in 8 mesi di
  matrimonio mia sorella Maria Luisa si sia ammalata gi 3 volte, non ha
  chiesto il rimborso della ``merce'' in garanzia... ];)))

  Ringrazio inoltre Rete PeaceLink per il supporto tecnico, ma anche per
  la sua schiettezza, libert, intelligenza, rigore. Che poi sono le
  stesse qualit di Linux.

  Ringrazio Maurizio Codogno e tutta l'area UNIX.ITA di rete FidoNet per
  aver gentilmente offerto parte della sua faq, e soprattutto per il
  supporto morale, la qualit degli interventi che solo in quell'area ho
  trovato. Vi scrivo sicuramente anche grazie a loro.

  Un ringraziamento speciale va al gruppo Pluto, particolarmente alla
  sezione di Padova. Magari ci metter 2 anni in pi a laurearmi, ma
  intanto mi sto divertendo un mondo... In particolare ringrazio Davide
  e Michele per l'esempio che danno, e soprattutto Rossana che con il
  solo fatto di esistere da una grossa speranza alla folla dei patiti di
  Linux single (e depressi).

  1.5.  Traccia delle modifiche

     0.1b
        Prima versione, niente di pi che una traduzione/copiatura di
        altro materiale simile reperito in rete

     0.2b
        Aggiunto il capitolo su Linux in Italia, qualche bugfix.

     0.4b
        Risistemazione generale, aggiunta del capitolo su ispell

     0.6b
        Profondo lifting (ho tolto una marea di roba che si trova
        semplicemente in altri HOWTO), riscrittura del capitolo sulla
        localizzazione con aggiunta di informazioni sui vari progetti,
        aggiornamento del capitolo su ispell.  Questa vuole essere
        l'ultima versione beta ( un buon proposito ;).
     0.8b
        Niente di meno che una correzione della precedente versione, con
        qualche aggiunta. Questa  di sicuro l'ultima versione beta.

  1.6.  Copyright

  Per motivi spudoratamente legali, riporto come messaggio di copyright
  la versione ``originale'' in inglese. Trovate subito sotto la
  traduzione.

  This Howto is copyrighted by Marco Gaiarin and distributed as other
  Linux HOWTOs under the terms described below.

  Linux HOWTO documents may be reproduced and distributed in whole or in
  part, in any medium physical or electronic, as long as this copyright
  notice is retained on all copies. Commercial redistribution is allowed
  and encouraged; however, the author would like to be notified of any
  such distributions.

  All translations, derivative works, or aggregate works incorporating
  any Linux HOWTO documents must be covered under this copyright notice.
  That is, you may not produce a derivative work from a HOWTO and impose
  additional restrictions on its distribution. Exceptions to these rules
  may be granted under certain conditions; please contact the Linux
  HOWTO coordinator at the address given below.

  If you have questions, please contact Greg Hankins, the Linux HOWTO
  coordinator, at gregh@sunsite.unc.edu. You may finger this address for
  phone number and additional contact information.

  Questo HOWTO  di Marco Gaiarin ed  distribuito come gli altri HOWTO
  di Linux sotto i termini descritti sotto.

  I documenti degli HOWTO di Linux possono essere riprodotti e
  distribuiti in tutto o in parte, con ogni mezzo fisico o elettronico,
  finch questo avviso di copyright  mantenuto su tutte le copie. La
  distribuzione commerciale  permessa e incoraggiata; comunque
  all'autore piacerebbe essere avvisato di ogni distribuzione di questo
  tipo.

  Ogni traduzione, lavoro derivato o comprendente ogni documento degli
  HOWTO di Linux deve essere coperto sotto questo avviso di copyright.
  Cio non potete produrre un lavoro derivato da un HOWTO e imporre
  restrizioni aggiuntive sulla sua distribuzione. Eccezioni a queste
  regole possono essere garantite sotto certe condizioni; contattate il
  coordinatore degli HOWTO di Linux all'indirizzo indicato sotto.

  Se avete domande contattate Greg Hankins, il coordinatore degli HOWTO
  di Linux, a gregh@sunsite.unc.edu. Potete fare finger a questo
  indirizzo per il numero di telefono e altre informazioni per
  contattarlo.

  2.  La Tastiera

  Quando premete un tasto, il controller interno della tastiera spedisce
  una serie di valori (ScanCodes) al kernel.  Esistono in commercio
  delle tastiere programmabili, ovvero delle tastiere con cui 
  possibile modificare gli scancode generati.  Vedremo anche che ci sono
  molti altri modi meno dispendiosi, oltre che cambiare tastiera, per
  poter associare effetti diversi ai tasti.  Infatti Linux stratifica la
  gestione della tastiera, definendo tre categorie di gestione. Queste
  tre categorie, o modi, possono essere impostati dalle applicazioni.

     ScanCode (Raw) Mode
        Quando il kernel viene posto in questa modalit, non fa altro
        che passare, tali e quali, gli scancode al programma che ne ha
        fatto richiesta.  Programmi che hanno questo comportamento sono,
        per esempio, X(1) e DOOM.

        Potete vedere gli scancode della vostra tastiera semplicemente
        facendo un showkey -s.

     KeyCode (Medium Raw) Mode
        Altrimenti il kernel converte gli scancodes in eventi detti
        KeyCode composti da un flag, che indica se  un evento di tasto
        premuto o di tasto rilasciato, e da un numero identificativo del
        tasto stesso, tra l'altro seguendo l'ordine logico della
        tastiera, ovvero [Esc]=1, [F1]=2, ...  Non esistono
        combinazioni. Anche il premere il tasto [Alt] o [Ctrl] genera un
        KeyCode, mentre premere in contemporanea pi tasti genera
        semplicemente pi KeyCode di pressione corrispondenti.

        Queste informazioni possono essere passate direttamente
        all'applicazione che ne fa richiesta in KeyCode mode. Non 
        molto usuale, infatti l'unica applicazione a me nota 
        showkey(1) che senza l'opzione -s serve proprio a fare vedere i
        KeyCode.

     KeySym Mode
        I KeyCode vengono filtrati dal kernel attraverso la KeyMap,
        ovvero una tabella di conversione.  Non  un eufemismo, si
        tratta di una particolare tabella, un file di testo, che
        contiene tutte le conversioni KeyCode->KeySym.  Questa
        conversione genera in uscita caratteri o stringhe (dette
        sequenze di escape, ovvero stringhe di caratteri che cominciano
        sempre con il carattere ASCII 27) seguendo lo standard VT100,
        ovvero lo standard che Linux adotta per i suoi terminali
        virtuali, o virtual console.

        Fanno parte di questa categoria la stragrande maggioranza degli
        applicativi, a partire da shell, editor e programmi vari.

  2.1.  Console

  Come abbiamo visto, possiamo agire al livello 3, modificando la
  KeyMap, per poter ottenere tutto quello che vogliamo.   sufficiente
  impartire il comando loadkeys it.map oppure loadkeys
  /usr/lib/kbd/keytables/it.map per riconfigurare la tastiera.

  Se nessuno dei due comandi funzionasse (rispondono ``cannot load file
  it.map''), allora evidentemente si ha una distribuzione molto vecchia
  di Linux, oppure non si  correttamente installato il file.  Non resta
  altro che prenderlo dal pi vicino sito internet o BBS e copiarlo
  nella directory /usr/lib/kbd/keytables.

  Di solito conviene aggiungere questo comando nel file
  /etc/rc.d/rc.local, in modo che venga eseguito ad ogni avvio del SO.
  Nelle ultimissime distribuzioni  possibile, alternativamente, creare
  un file /etc/rc.d/rc.keymap. init(8) si preoccuper di eseguirlo
  automaticamente ad ogni avvio del sistema.

  Il programma di setup della slackware permette di scegliere la KeyMap
  e di installarla automaticamente.  Di solito, per mancanza di spazio
  fisico sul disco ``root'', non  possibile utilizzare la tastiera
  italiana nella fase di installazione. Completata l'installazione, 
  comunque possibile sceglierla eseguendo setup e rifacendo la
  configurazione del sistema.

  Questa KeyMap inoltre supporta alcune aggiunte molto comode per i
  programmatori, come le parentesi graffe, il carattere tilde e il
  carattere apice inverso ottenuti premendo rispettivamente [AltGr+8],
  [AltGr+9], [AltGr+0] e [AltGr+'].

  Ovviamente la modifica della tabella interessa tutto il sistema, anche
  se solitamente un utente comune pu compiere questa operazione. Si
  consiglia quindi, quando comporti problemi di sicurezza, di impedire
  l'esecuzione dei programmi citati a utenti diversi da root, agendo sui
  permessi di esecuzione dei file.

  Altro programma utile oltre al gi citato showkey(1)  dumpkey(1) che
  produce in output la tabella di conversione corrente. Si considerano
  utili letture le manpage di questi programmi.

  2.2.  XFree86

  Come abbiamo gi accennato in precedenza, X(1) si riporta in modalit
  ScanCode, ovvero va ad interagire direttamente con l'hardware, il
  controller della tastiera.

  X inoltre utilizza le sue convenzioni per la gestione dei tasti,
  ovviamente diversa da quella di Linux.  X associa ad ogni tasto un
  codice (e fin qui niente di diverso), assieme a dei modifier, ovvero
  dei modificatori, ovvero dei flag che indicano la contemporanea
  pressione dei tasti CTRL, ALT, SHIFT, META, SUPER, HYPER.

  Tutti i codici associati ai tasti possono essere visti nel file
  /usr/lib/X11/XKeysymDB. Occhio che non  un file di gestione della
  tastiera, ma solo un database di nomi di tasti!!! Insomma, non
  picchignate...  Tutte queste cose possono essere anche viste
  utilizzando il programma xev(1), che monitorizza e visualizza tutti
  gli eventi di X.

  Quello che dobbiamo fare  solo avvisare X che abbiamo intenzione di
  usare [AltGr] come modificatore ModeShift per poter utilizzare, come
  siamo abituati, parentesi quadre, at e diesis. (Non vi ricordate? Era
  una di quelle imbarazzanti domande che vi ha posto xf86config(1)...)

  A tal fine  bene che ci sia una cosa come questa nel vostro
  /etc/XF86Config

  ______________________________________________________________________
          Section "Keyboard"

          [...]

          LeftAlt     Meta
          RightAlt    ModeShift

          EndSection
  ______________________________________________________________________

  Un problema noioso, che per non riguarda solo la tastiera italiana, 
  che in X gli effetti della pressione dei tasti BackSpace e Canc
  coincidono (ambedue fanno Del, ovvero cancellano il carattere sul
  cursore).  Occorre quindi modificare i KeySym associati a BS e DEL.

  I metodi sono 2:

  O si crea un file $(HOME)/.Xmodmap cos fatto:

  ______________________________________________________________________
          keycode 22 = BackSpace
          keycode 107 = Delete
  ______________________________________________________________________

  e si fa in modo che il proprio $(HOME)/.xinitrc o il generale
  /var/X11R6/lib/xinit/xinitrc abbia una riga del tipo

  ______________________________________________________________________
          usermodmap=$HOME/.Xmodmap

          if [ -f $usermodmap ]; then
                  xmodmap $usermodmap
          fi
  ______________________________________________________________________

  Oppure inserire direttamente in $(HOME)/.xinitrc o
  /var/X11R6/lib/xinit/xinitrc le righe:

  ______________________________________________________________________
          # map the [BackSpace] key to the BackSpace keysym.
          xmodmap -e "keycode 22 = BackSpace"
          # map the [Delete] key to the Delete keysym.
          xmodmap -e "keycode 107 = Delete"
  ______________________________________________________________________

  che eseguono direttamente la reinizializzazione.

  ATTENZIONE che /var/X11R6/lib/xinit/xinitrc o $(HOME)/.xinitrc devono
  avere sempre come ultima riga eseguibile il nome del window manager,
  di solito fvwm(1), altrimenti X esce appena eseguito la lista di
  elementi nei suddetti file.  Consiglio caldamente, se si vuole fare il
  proprio $(HOME)/.xinitrc, di copiarlo da quello generale e fare SOLO
  AGGIUNTE!!!

  Ovviamente xmodmap(1) non fa altro che associare KeySym a X KeyCodes,
  come il buon vecchio loadkeys.

  2.3.  Per maggiori informazioni

  Ulteriori informazioni, specialmente se si vuole migliorare la
  gestione della tastiera (aggiungere i tasti cursore in determinate
  applicazioni, macro ai tasti funzione, ...), si possono trovare in:

    Keyboard HOWTO <http://sunsite.unc.edu/LDP/HOWTO/Keyboard-HOWTO>.

    Key-Setup MiniHOWTO
     <ftp://sunsite.unc.edu/pub/Linux/doc/HOWTO/mini/Key-Setup>.

    Linux Keystroke MiniHOWTO
     <ftp://sunsite.unc.edu/pub/Linux/doc/HOWTO/mini/Keystroke>.

  Esiste inoltre la kbd.FAQ contenuta nel ``pacchetto KBD'' di gestione
  della tastiera, che dovrebbe essere gi stata installata da qualche
  parte dalla slackware (di solito /usr/doc/keytables).

  3.  Il set di Caratteri

  Di certo vi stupir sapere che lo standard POSIX, e quindi anche
  Linux, prevede il supporto delle regole nazionali, che vogliono dire
  set di caratteri, modo di scrivere data, ora, numeri in generale e i
  messaggi di sistema.

  Dalla versione 5.2.18 delle libc, tutta la localizzazione  supportata
  (diciamo anche da prima, ma con una caterva di bug ;).  Visto che
  usare libc-5.2.18 comporta installare il nuovo kernel, ricompilare e
  reinstallare tutte le parti vitali (e pericolose) del sistema, per ora
  calo un velo (pietoso?!) sulla localizzazione completa.  Appena
  saranno disponibili delle nuove distribuzioni con kernel 2.0.x e libc
  aggiornate, allora se ne potr riparlare.  Si vocifera che le nuove
  libc supporterano anche cose sfiziose, come una definizione della
  tastiera finalmente congruente tra tutti i programmi e il supporto
  (udite udite!) di charset Latin1 e caratteri semigrafici ibm
  contemporaneamente. Noi aspettiamo fiduciosi...

  Governano la cosa delle variabili d'ambiente. In ordine:

     LANG
         la variabile ``generale'' del gruppo, serve a definire una
        regola generale (il paese) con cui poi assegnare le variabili
        che vengono sotto. Una definizione delle variabili sottostanti
        annulla per quella di default definita da LANG.

        Inoltre LANG influenza anche il programma man(1), andando a
        cercare le manpages prima in $MANPATH/$LANG e poi in $MANPATH.
        In pratica, se traducete la manpage di tin(1), la piazzate in
        /usr/man/it_IT/man1/tin.1, settate LANG a ``it_IT'' e date man,
        ottenete la manpage in italiano.

     LC_COLLATE
        Influisce sulle regole di parsing di alcune funzioni C,
        principalmente il sort.

     LC_CTYPE
        Definisce il set di caratteri usato dal sistema.

     LC_MONETARY
        Definisce come devono essere scritte le valute, ovvero quale,
        tra virgola e punto,  il separatore di decimali e migliaia e
        viceversa, il simbolo di valuta.

     LC_NUMERIC
        Separatore di decimali e migliaia, formattazione dei numeri.

     LC_TIME
        Come stampare data e ora (questo influenza date(1) e programmi
        vari).

     LC_MESSAGES
        Definisce i valori ``si'' e ``no''.

     LC_TIME
        Definisce come deve essere stampata l'ora corrente.

     LC_ALL
        Come LANG, solo che questa ignora i valori definiti per ogni
        singola variabile (forza tutto al suo valore).

  Per prima cosa l'ottavo bit deve sopravvivere nel kernel, quindi 
  buona cosa dare questo comando (anche se stty(1) di default ha queste
  impostazioni, controllare con stty -a):

  ______________________________________________________________________
          stty cs8 -istrip -parenb
  ______________________________________________________________________

  Inoltre, visto il mio alto senso dello Stato, e vista la fiducia in un
  roseo futuro, consiglio di aggiungere questo nel proprio
  $(HOME)/.profile o /etc/profile per sh-type shells:

  ______________________________________________________________________
          export LANG=it_IT
          export LC_CTYPE=iso-8859-1
  ______________________________________________________________________

  Oppure se avete c-type shells:

  ______________________________________________________________________
          setenv LANG it_IT
          setenv LC_CTYPE iso-8859-1
  ______________________________________________________________________

  Il primo serve per scaramanzia (sembra che XFree86 ne tenga conto...),
  mentre il secondo  una forzatura per evitare problemi.

  Perch ``it_IT''?!  solo una convenzione, e il significato 
  ``lingua_PAESE''.Per fare un esempio potrebbe essere it_CH (Svizzera
  italiana).

  Come sempre la man page di locale(7)  lettura molto consigliata, come
  un giro per /var/X11R6/lib/locale, che sembra essere l'unica
  implementazione di locale oggi funzionante.

  Tutti finito, direte voi. Beh, quasi...

  Ora il problema  far capire alle applicazioni ``cattive'' che
  vogliamo avere i caratteri accentati. Questi hanno la interessante
  propriet che sono lunghi 8 bit, mentre molti programmi ne considerano
  solo 7, perch  da 7 bit il codice ASCII internazionalmente
  riconosciuto.

  3.1.  Shells

  3.1.1.  Bash(1)

  Se si vogliono usare nomi di file con lettere accentate  bene
  aggiungere anche questo nel proprio $(HOME)/.inputrc

  ______________________________________________________________________
          set meta-flag on
          set convert-meta off
          set output-meta on
  ______________________________________________________________________

  3.2.  Editor

  3.2.1.  Emacs 19

  Come sempre emacs  molto particolare. Avvisiamolo che vogliamo i
  caratteri accentati con :

  ______________________________________________________________________
          (standard-display-european t)
          (set-input-mode nil nil 1)
          (require 'iso-syntax)

          (load-file "iso-insert.el")
          (define-key global-map [?\C-.] 8859-1-map)
  ______________________________________________________________________

  Aggiunto al nostro bravo $(HOME)/.emacs

  Inoltre, se si usa Emacs in un Xterm (NO XEmacs o LEmacs!!!),  anche
  necessario aggiungere nel proprio $(HOME)/.XDefaults:

  ______________________________________________________________________
          XTerm*VT100.Translations:       #override\n\
          Ctrl <KeyPress> . : string("\0308")
  ______________________________________________________________________

  3.2.2.  joe(1)

  Basta editare il file di configurazione /usr/lib/joe/joerc di modo che
  comprenda la riga (con il ``-'' sulla colonna 1):

  ______________________________________________________________________
          -asis           Characters 128 - 255 shown as-is
  ______________________________________________________________________

  3.3.  Mail/News

  3.3.1.  elm(1)

  Aggiungere le seguenti righe nel file /var/lib/elm/elm.rc o nel
  proprio $(HOME)/.elm/elmrc:

  ______________________________________________________________________
          displaycharset = iso-8859-1
          charset = iso-8859-1
          textencoding = 8bit

          compatcharsets = iso-8859-1 us-ascii
  ______________________________________________________________________

  In particolare l'ultima riga serve a evitare di ricorrere a
  metamail(1) per ogni messaggio in arrivo.

  Resta il problema che il ``bultin viewer'' di elm non  8 bit clean, e
  quindi si torna al punto di partenza. Si risolve la questione o
  eliminando l'ultima riga qui sopra, o usando less come ``external
  viewer''. Basta aggiungere nel solito $(HOME)/.elm/elmrc:

  ______________________________________________________________________
          pager = less
  ______________________________________________________________________

  3.3.2.  metamail(1)

  Aggiungere questo nel proprio $(HOME)/.profile o /etc/profile per sh-
  type shells:

  ______________________________________________________________________
          export MM_CHARSET=iso-8859-1
  ______________________________________________________________________

  Oppure se avete c-type shells:

  ______________________________________________________________________
          setenv MM_CHARSET iso-8859-1
  ______________________________________________________________________

  3.3.3.  pine(1)

  Aggiungere la seguente riga nel file /usr/local/lib/pine.conf o nel
  proprio $(HOME)/.pinerc:

  ______________________________________________________________________
          # character-set should reflect the capabilities of the display
          # you have. Normal default is US-ASCII.  Typical alternatives
          # include ISO-8859-x, where x is a number between 1 and 9.
          character-set=ISO-8859-1
  ______________________________________________________________________

  oppure direttamente da menu di configurazione, seguendo le voci
  ``Setup'', poi ``Configure'' e infine ``character-set''.

  3.3.4.  nn(1)

  Aggiungere la seguente riga nel file $(HOME)/.nn/init:

  ______________________________________________________________________
          set data-bits 8
  ______________________________________________________________________

  3.4.  Programmi di Comunicazione

  3.4.1.  telnet(1)

  Basta aggiungere nel proprio $(HOME)/.telnetrc la riga:

  ______________________________________________________________________
          set binary true
  ______________________________________________________________________

  3.5.  X(1)

  Inizialmente pensavo che X(1) ricavasse i parametri sulla
  localizzazione dalle variabili d'ambiente. Invece non  cos. Si
  risolve il problema forzando i valori, ovvero aggiungendo nei propri
  $(HOME)/.Xdefaults o $(HOME)/.Xresources i valori:

  ______________________________________________________________________
          *basicLocale:   it_IT
          *timeFormat:    it_IT
          *numeric:       it_IT
          *displayLang:   iso_8859_1
          *inputLang:     iso_8859_1
  ______________________________________________________________________

  3.6.  Vari

  3.6.1.  ls(1)

  I file con caratteri Latin1 devono poter essere correttamente
  visualizzati da ls(1), quindi editiamo il file /etc/DIR_COLORS e
  aggiungiamo alla voce OPTIONS il valore -N, di modo che sia:

  ______________________________________________________________________
          OPTIONS -N -F -T 0
  ______________________________________________________________________

  3.6.2.  less(1)

  Aggiungere questo nel proprio $(HOME)/.profile o /etc/profile per sh-
  type shell:

  ______________________________________________________________________
          export LESSCHARSET=latin1
  ______________________________________________________________________

  Oppure se avete c-type shell:

  ______________________________________________________________________
          setenv LESSCHARSET latin1
  ______________________________________________________________________

  3.7.  Font in console

  Linux permette di cambiare il font standard presente nella ROM della
  scheda video, in modo da avere il set di caratteri ISO-8859-1 completo
  a disposizione. La cosa pu essere semplicemente ottenuta con :

  ______________________________________________________________________
          # carica il set di caratteri Latin1 (ISO-8859-1)
          setfont /usr/lib/kbd/consolefonts/lat1-16.psf
          # attiva la mappa di traslazione nulla
          mapscrn /usr/lib/kbd/consoletrans/trivial
          # rende attiva la nuova mappa di traslazione
          echo -ne '\033(K'
  ______________________________________________________________________

  Il primo comando carica un nuovo set di caratteri, il secondo permette
  di eseguire una traslazione ``al volo'' tra caratteri richiesti e
  voluti e il terzo rende attiva la nuova coppia tabella-tavola di
  traslazione.

  Ad esempio di default non viene caricata nessuna tabella e viene
  eseguita la traslazione Latin1 (quello che Linux vuole) con CP437
  (quello che il PC ha).  Ovviamente le manpages di setfont(1) e
  mapscrn(1) sono utili letture.

  Ovviamente, se la propria scheda video supporta modi testo diversi da
  80x25,  anche conveniente caricare un font di dimensione diversa. Si
  possono controllare i font e le mappe di traduzione disponibile nelle
  directory /usr/lib/kbd/consolefont e /usr/lib/kbd/consoletrans.

  Questo approccio ha vantaggi e svantaggi, per. Il vantaggio  che si
  ha il set completo Latin1 in console.  Lo svantaggio  dovuto al fatto
  che molti programmi (mc(1) e dialog(1) in primis) dipendono, per
  disegnare le belle finestrelle di testo, dalla presenza del set di
  caratteri CP437. Attivando il set di caratteri Latin1 si ottiene, in
  pratica, mc con lettere accentate e altre schifezze come bordi delle
  finestre... Come gi accennavo per, sembra che kernel, librerie e
  utility nuove risolvano questo problema.
  Ma la cosa non  poi cos grave. Se non si ha veramente bisogno di
  tutte le lettere maiuscole accentate e dei caratteri particolari del
  set Latin1,  abbastanza naturale, per noi in Italia, rimanere con i
  font di default. Questo perch noi italiani, dei caratteri estesi
  utilizziamo praticamente solo le lettere accentate minuscole,
  raramente le lettere accentate maiuscole (perch non ci sono nella
  tastiera) e di solito comunque solo la ``'', caratteri comunque
  presenti nella CP437.

  3.8.  Font in X

  Buona parte dei caratteri installati con X seguono lo standard Latin1,
  e idem i font PostScript normalmente reperibili (come quelli
  dell'ATM).  Quindi, nessun problema!!!

  3.9.  Stampante & DOS

  Se stampate file DVI, PostScript o comunque in grafica, non ci sono
  problemi.  Ci penser il vostro programma per la stampa a convertire
  il vostro file nel formato matrice-di-punti pi consono alla vostra
  stampante.  Ma se volete stampare in puro testo, senza formattazioni?
  Resta, soprattutto per le stampanti ad aghi, il metodo pi veloce. Ma
  quanto  standard il set ISO-8859-1?

  ISO-8859-1  il set di caratteri di Unix in generale, di Windows,
  Amiga, OS/2. Mancano all'appello il DOS e Macintosh. Ma in DOS la
  CP850  in pratica il set Latin1, con i caratteri rimescolati un po'
  per essere compatibile verso il basso con la CP437.  Sentitevi liberi
  quindi da qualsiasi ``sindrome da 8 bit'', e usate tranquillamente
  questo set di caratteri.  Se dovete importare dei testi Linux in
  Macintosh, semplicemente usate il filtro per ``puro testo Windows'' o
  cose simili.

  Se volete stampare puro testo con le accentate da Linux, a questo
  punto non vi resta che provare una delle soluzioni seguenti:

    Se la vostra stampante supporta il set di caratteri ISO-8859-1,
     mettetela in quella modalit, e fatela finita una volta per tutte
     con le diatribe tra set di caratteri.

    Se la stampante supporta la CP850, mettetela in quella modalit e
     prendete il file
     <ftp://prep.ai.mit.edu/pub/gnu/recode-3.4.tar.gz>. Si pu usare
     come recode latin1:cp850 file dove file  il file da convertire,
     che viene sovrascritto.  Per automatizzare la procedura si pu
     anche installare come filtro per la stampa.

    Se la stampante supporta solo CP437, o non volete/potete
     modificarla, non preoccupatevi, tanto comunque riuscite a stampare
     le cose ``normali'', come tutte le lettere accentate che trovate
     sulla tastiera e la lettera ``'' (questo perch, come gi detto
     CP850 e CP437 coincidono in corrispondenza di quei caratteri).

  3.9.1.  Un esempio di filtro

  Per avere automaticamente la conversione, si pu utilizzare questo
  filtro:

  ______________________________________________________________________
          #!/bin/sh
          if /usr/local/bin/recode latin1:cp850
          then
                  exit 0
          else
                  exit -1
          fi
  ______________________________________________________________________

  potete salvare questo filtro come /usr/local/bin/iso2850 e poi dargli
  i permessi di esecuzione (chmod ugo+x /usr/local/bin/iso2850). ora non
  vi resta che aggiungere nel file di configurazione delle stampanti
  /etc/printcap:

  ______________________________________________________________________
          # esempio di filtro, sostituire ``lp2'' con il device corretto
          #
          cp850|dos:\
          :lp=/dev/lp2:\
          :sd=/usr/spool/lp2:\
          :lf=/usr/spool/lp2/log:\
          :af=/usr/spool/lp2/acct:\
          :if=/usr/local/bin/iso2850:\
          :sh:
  ______________________________________________________________________

  Ora, se la stampante  impostata per usare la codepage 850, basta un
  bel lpr -Pcp850 nomefile per stampare un file latin1 con tutte le
  accentate al loro posto.

  3.10.  NLS

  NLS sta per National Language Support, ovvero il supporto che Linux ha
  per la ``italianizzazione'' dei programmi.

  Per farsi un'idea, agli utenti Linux non tocca editare i sorgenti di
  un programma, modificare a mano tutte le stringhe e poi ricompilare
  perch questo si presenti in corretto italiano. Esiste una ``prassi''
  di programmazione che permette di specificare un linguaggio di default
  ``compilato'' nell'eseguibile (di solito inglese, per compatibilit) e
  invece definire delle catalog, ovvero dei cataloghi di messaggi in un
  formato particolare, detto portable object, o pi brevemente po, che
  messi in una determinata directory consentono di essere ``linkati
  dinamicamente'' nel programma, ovvero usati semplicemente al suo
  posto.

  I problemi qui sono due:

  1. Fare in modo che il maggior numero possibile di programmi supporti
     le convenzioni di programmazione che gli permettono di essere
     immediatamente localizzato.

  2. Costruire i cataloghi di messaggi in italiano, controllarli,
     aggiornarli, distribuirli.

  Il primo problema  praticamente risolto, nel senso che ormai  buona
  prassi fare i programmi con il supporto NLS.

  Il secondo problema richiede una grande collaborazione e inoltre pi
  che riguardare Linux riguarda il mondo GNU in generale.  Non c' da
  meravigliarsi che ci abbia pensato mamma GNU stessa a creare una
  mailing list (o meglio, un sito intero dedicato a questo) come
  supporto tecnico a questo, dobbiamo ammetterlo, immane lavoro.

   possibile accedere a questa mailing list iscrivendosi, con il solito
  subscribe it Nome Cognome nel corpo del messaggio, all'indirizzo it-
  request@li.org, ovviamente la mailing list si chiama it@li.org. Vi
  prego di NON, ripeto NON iniziare nessuna localizzazione senza prima
  aver sentito i ``colleghi'' di questa mailing list, il vostro lavoro
  potrebbe venir vanificato in un secondo.

  Tutto il lavoro svolto fino ad ora  reperibile all'url
  <ftp://alpha.gnu.ai.mit.edu/gnu/po/>. In particolare:

    ABOUT-NLS spiega in dettaglio il progetto, che cosa si intende per
     NLS, come si installa il supporto per la internazionalizzazione.

    conf96-i18n.ps.gz  il testo della relazione di Ulrich Drepper
     all'ultima conferenza della FSF per la presentazione di NLS,
     disquisendo sull'implementazione GNU e altre facezie.

    gettext-N.M.O.tar.gz ovvero le beta release del pacchetto gettext
     che serve per l'internazionalizzazione. Le versioni ufficiali si
     trovano comunque su  <ftp://prep.ai.mit.edu/pub/gnu>.

    maint/PACKAGE/it.po, ovvero le ultime versioni dei file .po
     originali in inglese da cui partire con le traduzioni.

    trans/it/PACKAGE-VERSION.po, ovvero le versioni gi tradotte dei
     file .po.

  Tutto questo materiale e anche altro  disponibile anche all'url
  <ftp://svpop.com.dist.unige.it:/pub/Linux/gnu/po>.

  3.11.  Per maggiori informazioni

  Ulteriori informazioni possono essere recuperate nei seguenti testi:

    The Linux Danish/International HOWTO
     <http://sunsite.unc.edu/LDP/HOWTO/Danish-HOWTO>

    Locales mini-HOWTO
     <ftp://sunsite.unc.edu/pub/Linux/doc/HOWTO/mini/locales>
      un mini howto che guida, passo passo, nell'installazione di un
     set locale funzionante e completo, per chi non vuole aspettare le
     nuove distribuzioni.

    Un giro per  <ftp://sunsite.unc.edu/pub/Linux/utils/nls> 
     consigliato agli smanettoni e ai programmatori. In particolare
     consiglio la lettura del file locale-tutorial-0.8.txt.gz, versione
     ``smanettona'' del precedente mini-HOWTO.

    Inoltre (per essere precisi) il sito ufficiale POSIX dove potete
     trovare sempre le definizioni di locale pi aggiornate 
     <ftp://dkuug.dk/i18n>.

  4.  ispell

  Finalmente esiste un vocabolario italiano per ispell(1),
  <ftp://ftp.cnr.it/pub/Linux-local/apps/ispell/italiano-0.02.tgz>.
  Anche se la tavola degli affissi non e ancora perfetta,  gi pi che
  funzionante, e pu essere tranquillamente usato.

  Contrariamente a quanto dice il README allegato al pacchetto, non
  serve ricompilare ispell per poter usare il vocabolario. Potete
  semplicemente:

  1. copiare la affix table (italiano.aff) e il vocabolario (la lista di
     parole, italiano.sml) in /usr/lib/ispell.

  2. compilare il vocabolario, ovvero eseguire buildhash italiano.sml
     italiano.aff italiano.hash; Questo vi creer il file italiano.hash,
     ovvero il vocabolario vero e proprio.

  3. definire la variabile d'ambiente DICTIONARY con export
     DICTIONARY=italiano.hash in /etc/profile o $(HOME)/.profile.

  et voil, il vocabolario pu cominciare a funzionare!!!

  Se vuoi collaborare a migliorare il vocabolario o la tavola degli
  affissi (per sapere cos' man 5 ispell), esiste una mailing list (che
  scherzosamente chiamo IspellIT!), che coordina gli sforzi. La mailing
  list  raggiungibile all'indirizzo ispellit@arci01.bo.cnr.it; per
  iscriversi, mandare il classico messaggio a listserv@arci01.bo.cnr.it
  con nel corpo la riga:

  ______________________________________________________________________

          subscribe ispellit
  ______________________________________________________________________

  Puoi collaborare in due modi:

  1. Aiutando a completare la tavola degli affissi. Questo  il compito
     pi difficile e impegnativo, ma anche quello pi importante.

  2. Collaborando a reperire un vocabolario il pi vario e corretto
     possibile, oppure, se possiedi un correttore commerciale,
     impegnandoti a controllare e ripulire le varie liste di parole che
     abbiamo reperito.

  La stesura della tavola degli affissi  portata avanti anche in
  collaborazione con Eulogos -  Ingegneria della lingua italiana
  <http://www.eulogos.it/>, che si  resa disponibile a collaborare
  secondo lo spirito GNU.

  Responsabile del progetto  Sandro Dentella (sandro@crcc.it), potete
  contattare lui per ulteriori informazioni. Inoltre un giretto per la
  Ispell Home Page <http://ficus-www.cs.ucla.edu/ficus-
  members/geoff/ispell.html> non  una cattiva idea.

  5.  TeX

  Per sistemare il TeX le strade erano due. O modificare completamente
  la configurazione, ma questo avrebbe poi compromesso la corretta
  formattazione dei testi in inglese, che sono ancora la maggior parte,
  oppure affidarsi a dei pacchetti appositi che predispongono per la
  internazionalizzazione del TeX, ovvero il pacchetto Babel.

  Questo  l'approccio seguito da LyX, ovvero un front-end grafico sotto
  X in fase di sviluppo, che consiglio di utilizzare ai digiuni di TeX.
  Siccome l'approccio era valido e molto intelligente, ho deciso di
  farlo mio.

  5.1.  Un po' di teoria...

  Il TeX  in pratica un linguaggio di programmazione. Scritto un file
  in un determinato formato, si pu compilare e quello che si ottiene 
  un file ``oggetto'', ovvero un file intermedio, in un formato detto
  DVI, ovvero DeVice Indipendent format, da cui si ottiene un file in
  linguaggio per le stampanti, di solito un file PostScript.

  TeX  un ottimo programma per l'impaginazione di libri. La sua nascita
  nel grande mondo del free software lo ha velocemente indirizzato verso
  le pubblicazioni tecniche, scientifiche ma anche quelle multilingue.
  Inoltre permette una potente gestione degli indici e dei riferimenti,
  nonch estensioni per la gestione dei riferimenti bibliografici.

  Un file sorgente di TeX  un file testo (come tutti i linguaggi di
  programmazione) con delle istruzioni aggiuntive (che iniziano per
  ``\'') che spiegano al programma come organizzare l'output.

  Come tutti i buoni compilatori, piano piano  stato dotato di
  librerie, chiamate pakage che ne estendono le funzionalit.  Le pi
  note sono il LaTeX, che definisce un insieme di stili tipografici per
  fare libri, articoli e lettere, con tutti gli elementi importanti di
  questi stili (titoli per libri e articoli, indirizzi per le lettere)
  gi predefiniti e pronti all'uso.  Esistono poi parecchie estensioni
  al LaTeX, le principali sono l'AMSLaTeX, che permette di ampliare di
  molto la gi completa gestione di equazioni matematiche del TeX (per
  la cronaca, quasi tutti i libri di matematica in commercio sono fatti
  in TeX) e Babel, che definisce la gestione di diverse lingue, anche
  contemporaneamente sullo stesso documento.
  Come per Linux stesso, di TeX ce n' uno solo, ma visto che ha bisogno
  comunque di librerie di font, programmi accessori, ... di
  distribuzioni ce ne sono tante.  Si prende in considerazione qui la
  distribuzione di TeX della slackware, ovvero NTeX.  Si considerano
  installati nel sistema (dal set T) i pakage menzionati ((N)TeX base,
  LaTeX, Babel).

  5.1.1.  Il formato del file

  Un file TeX  composto da un preambolo che definisce lo ``stile'' con
  cui  impaginato il testo e da un corpo, che comprende sia il testo
  che le formattazioni. Il corpo  quello che va dal comando
  \begin{document} al comando \end{document}, quello che c' sopra  il
  preambolo, mentre quello che c' dopo viene ignorato.

  Nel preambolo vengono definite:

     Stile
        (o Classe, in LaTeX2e) Definisce lo stile del documento, ovvero
        se deve essere un libro (book), lettera (letter), articolo
        (article), ...

     Opzioni
        definisce sia le opzioni interne, ovvero quelle delle varie
        classi (dimensione dei caratteri in punti, dimensione della
        carta, ...), sia i pacchetti (package) o stili aggiuntivi
        esterni, come il Babel stesso e il supporto per le accentate.

     Altro
        altre cose fanno parte del preambolo, come definizioni
        aggiuntive e strutture particolari, ma che ai fini del nostro
        studio sono inessenziali.

  La definizione  quindi del tipo:

  ______________________________________________________________________
          % Questo  il preambolo
          \documentstyle[opz1, opz2, ...]{stile}

          % Qui inizia il testo
          \begin{document}

          [...]

          \end{document}
  ______________________________________________________________________

  Leggermente diversa, e direi migliore,  la definizione di preambolo
  del LaTeX2e, ovvero la nuova versione che ha sostituito la 209, che
  divide logicamente le opzioni interne da i pacchetti aggiuntivi:

  ______________________________________________________________________
          % Questo  il preambolo

          % Questa  la definizione della classe e le sue opzioni
          \documentclass[opz1, opz2, ...]{classe}

          % Questo  il caricamento dei pacchetti e le loro opzioni
          \usepackage[opz1, opz2, ...]{pacchetto1}
          \usepackage[opz1, opz2, ...]{pacchetto2}
                  .
                  .
                  .

          % Qui inizia il testo
          \begin{document}

          [...]

          \end{document}
  ______________________________________________________________________

  Si vede come nel LaTeX2e ci sia separazione logica tra le opzioni
  dello stile, o classe, e dei pacchetti aggiuntivi, cosa preferibile
  visto il proliferare di nuovi pacchetti e estensioni.

  5.1.2.  L'installazione TeX di Linux

  Tutta l'installazione del TeX di Linux si trova in /usr/lib/texmf e
  subdirectory. In particolare sono importanti le subdirectory
  /usr/lib/texmf/tex/latex/babel, che contiene il Babel,
  /usr/lib/texmf/tex/hyphenation che contiene le tabelle di sillabazione
  e /usr/lib/texmf/tools che contiene gli script di riconfigurazione del
  sistema.

  Consigliabile  anche un giro per tutte le subdir che finiscono in
  ``-base'' della directory /usr/lib/texmf/tex/latex, che contengono
  file dimostrativi e anche brevi manuali dei pacchetti.

  5.2.  Sistemazione della configurazione standard

  5.2.1.  Babel

  Come abbiamo gi accennato, il Babel manca della tabella di
  sillabazione italiana. Controllate nella directory
  /usr/lib/texmf/tex/hyphenation se  presente il file hyphen.italian.

  Se  gi presente, controllate ( un file di testo, usate pure
  less(1)!!!) che NON sia la tabella di sillabazione di G. Patergnani.
  Questa soffre di quella che io scherzosamente chiamo ``sindrome di Zio
  Paperone'', ovvero tende a mandare a capo malamente i suoi nipoti (qu-
  i, qu-o, qu-a).

  Altrimenti, se la tabella non esiste o  quella del Patergnani,
  prendete il file hyphen.italian.gz (di solito nei siti ftp) oppure
  equivalentemente ithyphen.tar (presente nelle BBS o nei sistemi dos)
  che si trova in
  <ftp.unipd.it:/pub/Linux/pluto/ildp/apps/tex/hyphen.italian.gz> (ma
  che si trova comunque in tutti i siti CTAN), decomprimetelo e copiate
  il file hyphen.italian in questa directory, controllando che sia
  almeno leggibile da tutti.

  Ora editate il file /usr/lib/texmf/tex/latex/cfg/language.dat in modo
  che si presenti in questa maniera:

  ______________________________________________________________________
          % File    : langauge.dat
          % Purpose : specify which hypenation patterns to load
          %           while running iniTeX
          english hyphen.ukenglish
          usa hyphen.us
          % Aggiunta la sillabazione Italiana
          italian hyphen.italian
          %german hyphen.german
          %swedish hyphen.swedish
          %french hyphen.french
          %Czech hyphen.Czech
          %spanish hyphen.spanish
          %finish hyphen.finish
          %polish hyphen.polish
          %dutch hyphen.dutch
          %portuguese hyphen.portug
          %turkish tkhypha.tex
  ______________________________________________________________________

  Di default sono abilitate ``english'', ``usa'', ``german'' e
  ``swedish''.  Siccome consigliano di non abilitare pi di 4 tabelle
  alla volta, conviene eliminare tutte quelle che non servono.  E
  ovviamente aggiungere italian hyphen.italian!!!  Una impostazione di
  questo tipo, come nel mio caso,  abbastanza ragionevole.

  Ora bisogna dire al LaTeX di ricreare la configurazione in modo da
  prendere in considerazione le nuove impostazioni.

  Per fare questo ci viene in aiuto un programmino che fa tutto
  automaticamente ovvero /usr/lib/texmf/tools/ntm-ltx.cfg. Attenzione
  che questo script richiama automaticamente vi(1) come editor, e se non
  si salva il file non fa assolutamente nulla.  Visto che il nostro file
   gi stato precedentemente modificato con il nostro editor preferito,
  basta premere, nell'ordine, i tasti [Esc] [:] [w] [q] [Invio] per
  forzare un salvataggio del file e quindi l'esecuzione dello script.
  Ora il programmino chiede conferma dell'operazione. Se rispondete di
  si scrive una serie di informazioni complicate e oscure. Nema
  problema,  il suo lavoro!!!

  La configurazione della sillabazione italiana nel Babel ora 
  perfettamente funzionante.

  5.2.2.  dvips(1)

  Anche qui per configurare il programma dvips(1) di conversione tra DVI
  e PostScript  sufficiente eseguire il programmino
  /usr/lib/texmf/tools/ntb-dps.cfg, che come in precedenza chiede di
  editare il file /usr/lib/texmf/dvips/config.ps con il vi.

   sottointeso che si pu editare il file con il proprio editor
  preferito e forzare un salvataggio con la procedura descritta prima.

  In particolare bisogna controllare che il formato di pagina di default
  sia A4, ovvero nel file deve essere presente:

  ______________________________________________________________________
          [...]

          % Paper size information.  First definition is the default.
          %
          % Copy the papersize you want to use as default at the top of the following
          % list. (with this setup A4 is default)

          @ a4 210mm 297mm
          @+ ! %%DocumentPaperSizes: a4
          @+ %%PaperSize: a4
          @+ %%BeginPaperSize: a4
          @+ a4
          @+ %%EndPaperSize

          [...]
  ______________________________________________________________________

  Cosa che di solito  gi definita.

  5.2.3.  xdvi(1)

  xdvi(1)  il programma per l'anteprima dei file in formato DVI sotto
  X.  Anche per questo basta eseguire il programma
  /usr/lib/texmf/tools/ntb-xdvi.cfg che chiede di editare, sempre con il
  vi, il file /usr/lib/texmf/X/XDvi.

  Anche qui valgono le considerazioni fatte in precedenza.

  Importante  che nel file sia presente la riga:

  ______________________________________________________________________
          *paper:                 a4
  ______________________________________________________________________

  Il programmino poi chiede di creare un link simbolico al file, e d
  due opzioni per la directory contenente le risorse delle applicazioni.

  Come gi visto, questa  la seconda opzione, ovvero
  /usr/X11/lib/X11/app-defaults.

  5.3.  Bando alle ciance!

  Ora, dopo tutte queste disquisizioni, abbiamo capito che abbiamo
  bisogno di tre cose:

     A4 Ovvero per stampare decentemente sulla nostra stampante.

     ISOLatin1
        Ovvero il supporto per le lettere accentate direttamente
        all'interno del file LaTeX, per evitare di ricorrere a pesanti
        sequenze di comandi.

     Babel
        Per il supporto della sillabazione italiana e di altre cose
        simpatiche senza stravolgere completamente la configurazione del
        TeX.

  5.3.1.  Stampa di testi in inglese

  Piacerebbe avere l'opzione della dimensione del foglio A4 definita
  direttamente a livello di TeX, visto che  il nostro standard.  Questa
  operazione, anche se possibile,  sconsigliata. In TeX la
  formattazione di certi documenti dipende fortemente da margini e
  dimensione della carta.  Cambiare uno di questi parametri senza
  rivedere il layout del documento potrebbe portare a delle emerite
  schifezze (figure sovrapposte, ...).  Quindi, se vogliamo stampare dei
  testi in inglese, dobbiamo reperire i sorgenti in TeX, editare il
  file, aggiungendo nel preambolo l'opzione:

  ______________________________________________________________________
          \documentstyle[opz1,opz2,...,a4]{stile}
  ______________________________________________________________________

  oppure, se il file  in formato LaTeX2e, basta aggiungere al
  preambolo:

  ______________________________________________________________________
          \usepakage{a4}
  ______________________________________________________________________

  e magari controllare con un previewer come ghostview, prima di
  stampare, che l'output sia accettabile.

  Esiste inoltre una variante del formato A4, chiamata a4wide che ha i
  margini leggermente pi stretti, e quindi, in teoria, permette di
  risparmiare carta.

  5.3.2.  Composizione di testi in italiano

  Se invece stiamo costruendo un nuovo testo, e vogliamo che tutto
  funzioni alla perfezione,  sufficiente che il preambolo sia del tipo:

  ______________________________________________________________________
          \documentstyle[a4,isolatin1,babel,italian,opz1,opz2,...]{stile}
  ______________________________________________________________________

  oppure, e molto pi ordinatamente, se si usa il LaTeX2e:

  ______________________________________________________________________
          \documentclass[opt1,opt2,...]{classe}
          \usepackage[italian]{babel}
          \usepackage{isolatin1}
          \usepackage{a4}
  ______________________________________________________________________

  Anche qui valgono le stesse considerazioni sull'a4wide fatte prima

  5.4.  Per maggiori informazioni...

  Se avete intenzione di stampare semplicemente dei file TeX, queste
  conoscenze sono sufficienti.

  Se invece avete intenzione di proseguire nella conoscenza del TeX,
  sono consigliabili, in particolare, i libri:

    Donald Knuth, The TeXbook, Addison-Wesley, 1992

    Leslie Lamport, LaTeX User's Guide and Reference Manual, Addison-
     Wesley, 1994

    Helmut Kopka, Patrick Daly, LaTeX Guide, Addison-Wesley, 1994

    AMS-LaTeX Version 1.1 User Guide, American Mathematical Society,
     1991

    Norman Walsh, Making  TeX Work, O'Reilly & Associates

  E in particolare in italiano...

    Gianni Gilardi, Il TeX, Introduzione al linguaggio e complementi
     avanzati, Zanichelli/Decibel

    Claudio Beccari, LaTeX, Guida ad un sistema di editoria
     elettronica, Hoepli Milano

  Come noterete sono disponibili solamente in libreria. Anche perch,
  almeno i primi due, sono dei veri tomi...

  6.  TimeZone

  Allora, la TimeZone, ovvero il fuso orario corretto per l'Italia 
  GMT-1 d'inverno e GMT-2 d'estate, ovvero GMT-1 per l'ora solare e
  GMT-2 per l'ora legale.  Oppure MET o CET (Middle o Central Europe
  Time) che in aggiunta fa anche il passaggio automatico ora legale/ora
  solare.

  Con la slackware eseguire setup da root e seguire i men per la
  configurazione. Oppure a mano la cosa pu essere realizzata con:

  ______________________________________________________________________
          ln -s /usr/lib/zoneinfo/MET /var/lib/zoneinfo/localtime
          ln -s /var/lib/zoneinfo/localtime /usr/lib/zoneinfo/localtime
          ln -s /usr/lib/zoneinfo/localtime /usr/lib/zoneinfo/posixrules
  ______________________________________________________________________

  Faccio notare che quest'anno sono cambiate le regole per la
  determinazione del passaggio ora legale/ora solare. Le nuove regole
  dovrebbero essere presenti nelle nuove distribuzioni, o comunque
  reperibili in rete.

  7.  Libri e pubblicazioni

  Questa vuole essere una piccola bibliografia per chi inizia a
  conoscere Linux.  Per l'utente medio sono pi che sufficienti i testi
  liberamente reperibili in rete, come i libri del LDP e gli HOWTO.

  Per un utente pi attento pu essere utile un approfondimento, anche
  perch buona parte degli argomenti su Linux riguardano UNIX in
  generale, come l'amministrazione di sistema, la gestione di una rete e
  via dicendo.

  Particolare importanza, per me, hanno i 3 libri su Linux in italiano.
  Utili perch spiegano i rudimenti, facili perch scritti in italiano.

  Difficile fare invece un ``censimento'' di tutto il materiale
  reperibile in rete.  Ho cercato, soprattutto, di mettere le fonti di
  informazioni pi importanti, o quelle pi vicine a noi.

  Questo elenco non aspira a essere completo, tutt'altro. Come sempre
  sono felicissimo di ricevere suggerimenti, correzioni e aggiunte.

  7.1.  Libri a livello base su UNIX

    M. Waite, D. Martin e S. Prata, The Waite Group's Unix System V
     Primer, Sams, 1992, ISBN: 0-672-30194-6.

     Un ottimo tutorial da consultare per Unix/SVR4 ...

    H. Hahn, A Student's Guide to Unix, McGraw Hill, 1993, ISBN:
     0-07-025511-3

     Una superba introduzione a Unix... In un linguaggio chiaro e
     vivace, l'autore spiega al novizio tutto quello che vuole sapere su
     Unix e Internet... ``No experience necessary!''

    D. Libes, S. Ressler, Life with Unix - A Guide for Everyone,
     Prentice Hall, 1990, ISBN: 0-13-536657-7

     Tutto quello che avreste voluto sapere su Unix... include
     informazioni introvabili altrove...

  7.2.  Libri a livello intermedio/avanzato

    J. Peek, T. O'Reilly, M. Loukides, Unix Power Tools,
     O'Reilly/Bantam, 1119 pp, ISBN: 0-679-79073-X

     Un'incredibile collezione di trucchi e consigli, comprensiva di CD-
     ROM cogli eseguibili di alcuni tra i pi potenti di questi (nota:
     con Linux il CD-ROM gira male, perch  convinto di trovarsi sotto
     SCO :-( )

    M. J. Bach, The design of the Unix operating system, Prentice-Hall
     International, 461 pp, ISBN: 0-13-201757-1

     Testo per l'esame di Sistemi I a Scienze dell'Informazione alla
     Statale di Milano. Non pi recentissimo, ma certamente di massima
     utilit per chi vuole sapere veramente a fondo come e fatto Unix.
     Fidatevi.

    P. Abrahams, B. Larson, Unix for the Impatient, Addison Wesley,
     1995, ISBN: 0-201-55703-7

     Testo di riferimento per Unix comprensivo e profondo... si pu
     usare sia come manuale per imparare UNIX che come riferimento per
     trovare velocemente le risposte ai propri dubbi.

    W.R. Stevens, Advanced Programming in the UNIX Environment, Addison
     Wesley, 1996

     La bibbia per chiunque voglia programmare in unix...

  7.3.  System Administration

    E. Nemeth, G. Snyder, S. Seebass, Unix System Administration
     Handbook, Prentice-Hall, 1995, ISBN: 0-13-933441-6

     Classico, noto anche come la bibbia del sysadmin...

    D. Fiedler, B. Hunter, B. Smith, Unix System V Release 4
     Administration, Hayden, 1991, ISBN: 0-672-22810-6

     Un must per tutti gli utenti intermediate/avanzati di Unix...
     ``Potete trovare tutte le informazioni necessarie per organizzare
     un sistema UNIX pratico, efficiente e produttivo''.

    AEleen Frisch, Essential System Administration 2nd Edition,
     O'Reilly & Associates, 1996

     Un ottimo libro di system administration con molta informazione
     specifica su Linux

  7.4.  Unix Security

    S. Garfinkel, G. Spafford, Practical Unix Security and Internet,
     O'Reilly, 1996, ISBN: 0-937175-72-2

     Semplicemente il miglior libro nel campo... ``tutto il necessario
     per rendere il vostro sistema UNIX il pi sicuro possibile''.

  7.5.  Unix e Internet

    AA.VV., Building a Unix Internet Server, New Riders, ISBN:
     1-56205-494-5

     Il libro contiene inoltre un CD con tutti i programmi necessari per
     installare un server Linux per internet (da Luca Zammarchi)

    Que, Running perfect internet site with linux, U. Hoepli ed., 1995,
     ISBN 0789705141,

  7.6.  Linux

    M. Welsh, L. Kaufman, Running Linux

     Oltre 600 pagine, questo libro tratta di tutto quello che occorre
     per capire, installare e usare Linux.

    O. Kirch, Linux Network Administrator's Guide, O'Reilly &
     Associates, Inc.

     Il testo tratta di tutto l'aspetto del software di networking in
     Linux, con qualche considerazione all'hardware.  Il testo  anche
     reperibile on-line, nei siti che tengono il Linux Documentation
     Project.

     Per ordinare in Europa, International Thomson Publishing Services,
     Ltd. in the UK at 44-264-342-806.  O'Reilly & Associates,  Inc., 90
     Sherman Street, Cambridge, MA 02140-3244  (617) 499-7479 USA
     fax:(617) 661-1116.

    LDP, The Linux Bible - 3rd Edition, Yggdrasil Computing, Inc.

     Una raccolta di pi di 1500 pagine con tutto quello che serve
     sapere per Linux, installazione, system administration, tutti gli
     HOWTO, ...  e un CD-ROM con due distribuzioni e un browser per la
     ricerca degli argomenti.

     Yggdrasil Computing, Inc., 4880 Stevens Creek Blvd., Suite 205, San
     Jose, California 95129-1034 - USA. Tel. +1 408 261-6630, Fax +1 408
     261-6631, orders@yggdrasil.com, http://www.yggdrasil.com.

    Kamram Husain, Timothy Parker, Linux Unleashed, SAMS Publishing,
     1995, piu di 1000 pp, ISBN: 0-672-30705-7
     Contiene anche un cd-rom con la slackware 2.2.   organizzato
     benino e ci sono vari trucchetti. Parte quasi da livello
     ``principiante'', per arrivare anche ad aspetti per esperti
     (ricompilarsi il kernel, programmare sotto X-Window, usare
     Perl...).  I capitoli del libro: - Introduction - Using Linux -
     Editing, Typesetting and More - GUI - Linux for Programmer - Linux
     for system administrator - Advanced Programming Topics -
     Appendixes.

    Jack Tackett et al., Special edition using LINUX, Prentice Hall,
     1995, 800 pag.+CD-Rom, ISBN 0-7897-0100-6.

    LDP, Doctor LINUX, Red Hat Software, 1996, 1600 pp.

     La classica raccolta di tutta la LDP (libri + molti HOWTO) pi un
     comodo indice per ricerche veloci (da Marco Gaiarin ;).

    Mark F. Komarinski, Linux companion, Prentice Hall, 1996.

     Beh, che dire... il libro mi sembra l'ideale per chi passa dal DOS
     al Linux; non costa troppo, visti i prezzi del settore ed 
     bellissima l'introduzione sulla quarta di copertina (e dire che qui
     in Italia vietano la pubblicit comparativa...:-)):

     ``Your computer is a lot more powerful than you realize. All you
     need is the right operating system. As power users all over the
     world are discovering, that operating system is not DOS or Windows.
     It's LINUX'' (da Marco Venturini Autieri).

  7.7.  Libri su Linux in Italiano

    D. A. Tauber, Guida a Linux, McGraw-Hill Italia, ISBN:
     88-386-3406-8.

     Contiene un CD-ROM.

    Giuseppe Zanetti, LINUX - il sistema operativo free software per
     personal computer 386/486, edizioni Libreria Progetto, Padova,
     1994.

     Poco pi di 300 pagine, simpatica copertina a colori col logo di
     Linux creato da Rohde-Hass. Se volete contattare l'autore, scrivete
     a beppe@freddy.iperv.it.

    Luca Righi, LINUX, Jackson, 1996.

     Contiene un CD-ROM.

    Naba Barkakati, I segreti di Linux, Apogeo, 1996, 800 pp., ISBN:
     88-7303-191-9.

     Contiene un CD-ROM con Linux Slackware 3.0 e altre utility.

    Richard Petersen, Guida completa a Linux, McGraw Hill, 1996, 721
     pp.

      una guida completa completa! In allegato CD-ROM con distribuzione
     RedHat e Caldera Network Desktop. ;-) (da Daniele Sanna)
    Baffa, Calculli, Internet: manuale avanzato,

     Un buon libro che, a dispetto del titolo, parla quasi solo di
     Linux, e include un CD-ROM con la distribuzione Slakware. (da
     Gianni Comoretto)

    Olaf Kirch, Linux guida per l'amministratore di rete, Jackson

      la traduzione del libro O. Kirch, Linux Network Administrator's
     Guide, O'Reilly & Associates, Inc elencata precedentemente.
     Eccezionale. (da Ermenegildo Colpo)

  7.8.  Libri/Pubblicazioni OnLine

  All'inizio c'era il nulla. Poi pian piano, i volenterosi, hanno
  cominciato a pubblicare delle FAQ (ovvero a raccogliere le domande
  fatte pi spesso in modo che non siano pi poste...).

  Da questo stadio poi  partito un vero e proprio ``progetto
  editoriale'' su Linux.

  7.8.1.  Linux Documentation Project

  LDP, ovvero Linux Documentation Project  il nome dell'insieme di
  testi che rappresentano i ``manuali'' di Linux. Sono tutti testi
  reperibili gratuitamente in rete, in numerosi formati (come per questo
  testo che state leggendo...).

  Principalmente si trovano quattro tipi di documento:

    Le guide sono dei veri e propri libri, che hanno quindi il pregio
     dell'organicit di trattazione degli argomenti e, almeno per NAG e
     IG che ho letto e usato, la chiarezza.

     Sono, in ordine, Linux Installation and Getting Started, meglio
     nota come IG, Kernel Hackers' Guide o KHG, Linux Network
     Administrator's Guide o NAG, The Linux Users' Guide o UG, Linux
     System Administrator's Guideo SAG, e infine Linux Programmers Guide
     o LPG.

    Le ManPages, ovvero l'insieme delle pagine che si richiamano con il
     comando man(1).

    Gli HOWTO sono dei documenti che descrivono con grande chiarezza un
     particolare aspetto di Linux, come la stampa o la connessione a
     Internet via PPP.  Sono dei testi brevi e chiari, ma che richiedono
     alcune conoscenze generali prima di essere affrontati.

    I mini-HOWTO sono dei brevissimi HOWTO. Si differenziano dai
     precedenti perch non sono per forza tutti organizzati alla stessa
     maniera, e perch trattano problemi precisi e precisamente
     risolvibili, come un particolare hardware che richiede di essere
     ``massaggiato'' adeguatamente prima di funzionare o cose simili.

  Tutto il materiale LDP  liberamente reperibile in rete. Il sito
  madre, come per molto altro materiale Linux,  sunsite
  <http://sunsite.unc.edu/>. Pi precisamente il materiale  disponibile
  in versione HTML online all'indirizzo  <http://sunsite.unc.edu/mdw/>,
  e negli altri formati all'url
  <ftp://sunsite.unc.edu/pub/Linux/docs/>. Molti siti, anche italiani,
  fanno il mirror di sunsite; trovate la lista in fondo a questo HOWTO.

  7.8.2.  Italian Linux Documentation Project

  Con molta fantasia si chiama ILDP, ovvero Italian Linux Documentation
  Project il progetto, lanciato dal gruppo Pluto, di tradurre i testi
  della LDP. Per adesso si  fatto il seguente:

    Sono stati tradotti quasi tutti gli HOWTO e ormai si  nella fase
     di ``mantenimento'' del materiale tradotto.

     Il progetto ILDP comunque cerca volontari per tradurre e mantenere
     aggiornati gli HOWTO e per iniziare la traduzione dei ``libri''
     della LDP (IG, NAG, ..., si, va bene,  un buon proposito...).  Se
     vuoi collaborare, contatta i coordinatori nelle persone di Michele
     Dalla Silvestra (dalla@psico.unipd.it) e Davide Michel Morelli
     (mm481209@silab.dsi.unimi.it).

     da poco partito il progetto di traduzione delle ManPages,
     progetto che richiede una grande collaborazione da parte di tutti e
     che comunque ha cominciato a dare i suoi frutti.

     Per maggiori informazioni, o per collaborare al progetto, 
     possibile mandare un messaggio a ildp@psico.unipd.it con soggetto
     info man, risponder un robot con tutte le informazioni che
     occorrono.

  Tutto il materiale tradotto  reperibile online all'indirizzo
  <http://www.psico.unipd.it/ildp/> e negli altri formati all'indirizzo
  <ftp://www.psico.unipd.it/pub/pluto/>.

  7.9.  Riviste

    The Linux Journal, SSC.

     Praticamente la rivista ufficiale dei linuxiani nel mondo, 
     disponibile solo su abbonamento, ed arriva mensilmente.

     Linux Journal  -  P.O. Box 85867 -  Seattle, WA 98145-1867  - USA
     linux@ssc.com.

    Linux Gazzette, SSC.

     Non  la versione ``povera'' del LJ, ma un vero e proprio
     giornaletto online su linux, pieno zeppo di trucchetti e consigli.

     Si trova su  <http://www.ssc.com/lg> o nel mirror italiano
     <http://www.piw.it/lg> (e in ftp rispettivamente su
     <ftp://ftp.ssc.com/pub/lg> e  <ftp://ftp.piw.it/pub/lg>).

    PLUTO Journal, Pluto User Group.

     Il PLUTO Journal  una rivista interamente in italiano e
     completamente gratuita. La rivista tratta argomenti inerenti Linux
     ed  completamente fatta da volontari di tutta Italia.

      consultabile on-line all'indirizzo URL:
     <http://www.dei.unipd.it/it/linux/pluto/journal> o  <http://edu-
     gw.dia.unisa.it/pluto/journal> o anche
     <http://www.campiello.it/PROFUSO/PLUTO_JOURNAL>.

      reperibile anche in versione .tar.gz per una comoda lettura off-
     line all'url  <ftp://www.psico.unipd.it/pub/pluto/journal/> oppure
     (con una settimana di ritardo ;) in f'req al nodo FidoNet
     2:333/1016 (con estensione .tgz invece che .tar.gz per
     compatibilit con i sistemi DOS.

    Linux Gazzette, edizione italiana, LUGBari.

      disponibile presso http://www.media.it/LUGBari/lgtp/index.html il
     primo numero dell'edizione italiana del Linux Gazette, contenente
     tutte le traduzioni del corrispondente primo numero dell'edizione
     originale americana.  Leggetelo e fateci sapere le vostre
     impressioni, i vostri commenti (e critiche... non esagerate per!);
     si tratta del primo numero e quindi  da considerarsi del tutto
     sperimentale.

  8.  Linux in Italia

  Questo spazio vuole essere un tentativo di censimento della realt
  Linux in Italia, di modo che ognuno possa attingere ``al socket del
  suo vicino''...

  8.1.  Associazioni, gruppi di utenti

  8.1.1.  PLUTO

  Il PLUTO  il Linux user group del Dipartimento di Elettronica e
  Informatica dell'universit di Padova.  esteso a livello nazionale e
  conta pi di duecento iscritti in tutta Italia, pi qualche straniero!

  Il gruppo  nato con il fine di promuovere l'uso del Linux, aiutando
  chi ha difficolt a iniziare, proponendo iniziative, organizzando
  manifestazioni e tutto ci che possa servire a tale scopo.  Le prime
  avvisaglie del PLUTO si hanno alla fine del 1992, ad opera di ILLUSTRI
  soci quali il Prof. Franco Bombi,  Giuseppe Zanetti, Stefano
  Campadello.  Il gruppo dispone di due indirizzi di posta elettronica
  linux@chiara.dei.unipd.it e linux@maya.dei.unipd.it, oltre alle pagine
  WWW ufficiali del gruppo
  <http://www.dei.unipd.it/it/linux/pluto/intro.html> dove potete
  trovare anche il PLUTO Manifesto, che spiega in dettaglio le attivit
  del gruppo.

  Perch questo nome?! La leggenda narra che molto banalmente si voleva
  chiamarlo pippo (gli informatici non conoscono altri nomi), per cui
  molto originalmente si  optato per PLUTO, che perlomeno nel nome
  aveva una L che era attribuibile a Linux!!!

  Per iscriversi basta mandare una mail a linux@chiara.dei.unipd.it
  oppure (meglio) completare il form disponibile dalla pagine mosaic del
  gruppo specificando nell'apposito campo che si desidera iscriversi.
  L'iscrizione comporta la disponibilit ad aiutare persone che si
  trovano in difficolt con l'hardware in possesso dell'iscritto, la
  possibilit di partecipare alle iniziative del gruppo, l'obbligo a
  suggerire nuove iniziative e fare nuove proposte :-), l'obbligo (!) a
  promuovere il LINUX.  L'iscrizione , ovviamente, gratuita.

  Esistono inoltre delle sezioni del gruppo PLUTO che forse sono pi
  vicine a te, e con le quali puoi mantenere maggiori contatti. Queste
  sono le sezioni PLUTO attualmente attivate:

     Padova
        coordinatore: Davide Barbieri (paci@dei.unipd.it)

     Rimini
        coordinatore: Francesco Conti (fconti@iper.net)

     Milano
        coordinatore: Davide Michel Morelli
        (ziobudda@fislab0.usr.dsi.unimi.it)

     Roma
        coordinatore: Tommasangelo Petitti
        (t.petitti@uniserv.ccr.rm.cnr.it)

     Venezia
        coordinatore: Federico Bellati (caos@chiara.dei.unipd.it)

     Salerno
        coordinatore: Aniello Del Sorbo (anidel@edu-gw.dia.unisa.it)

     Torino
        coordinatore: Paolo Sereno (paolo.sereno@torino.alpcom.it)

     Perugia
        coordinatori: Ciro Cattuto (ciro@stud.unipg.it), Eugenia
        Franzoni (eugenia@stud.unipg.it)

     SPUTNIK
        coordinatore: Mario Mur (mure@sistemia.it, 2:335/533)

        Dove SPUT sta per Sicilian Pluto User Team, e NIK  lasciato
        come esercizio al lettore :)

     GULCh
        coordinatore: Marco Marongiu (bronto@tex.unica.it)

        GULCh - Gruppo Utenti Linux Cagliari

     ComeOn! Linux
        coordinatore: Giuseppe De Marco (gdm@rebel.net)

        Questa  una ``storica'' sezione speciale, che cura i rapporti
        tra pluto e reti amatoriali e che cura da sempre in maniera
        impeccabile la formazione degli utenti alle prime armi.

  Contatta i rispettivi coordinatori per maggiori informazioni.

  8.1.2.  ILS

  ILS  un'associazione culturale senza fini di lucro, che ha fra i suoi
  scopi primari la diffusione della cultura informatica in tutte le sue
  forme, con una particolare attenzione per il mondo del free software
  in generale e del software che viene rilasciato sotto la GNU General
  Public License.  ILS e composta da tutti coloro che volontariamente e
  senza percepire alcun profitto mettono a disposizione il proprio
  tempo, le proprie capacita e le proprie risorse al fine di realizzare
  una comunit virtuale basata sulla cultura informatica/telematica. ILS
  offre ai Soci i servizi di Internet e-mail e Usenet News, che sono
  compresi nella quota associativa annua di Lire 50.000.  Per maggiori
  informazioni chiamare la BBS della ILS al numero 019-862349, oppure
  mandare una mail a info@linux.it.

  Si pu anche fare riferimento per maggiori informazioni a
  <http://www.linux.it/>.

  8.2.  Aree di discussione pubbliche

  8.2.1.  Newsgroups

  8.2.1.1.  Internet

     comp.os.linux*
        Ovvero I newsgroup su Linux. Ultimamente sono diventati
        supertrafficati, e la qualit non  esaltante (per la maggior
        parte si cercano rimedi per qualche pezzo di hardware che non
        funziona). Da seguire assolutamente comp.os.linux.announce, che
        ``lancia'' tutti i nuovi software per linux.

     it.comp.linux
        Newsgroup italiano ufficiale su Linux. Valgono i discorsi fatti
        per la precedente gerarchia, con l'aggiunta della disponibilit
        tutta italiana (e in italiano) ad aiutare chi si affaccia per la
        prima volta nel grande mondo Linux. Da poco esistono anche i
        ``sottogruppi'' .setup e .annunci con ovvii significati.

     it.comp.linux.pluto
        Gli argomenti trattati dovrebbero essere attinenti a tutto ci
        che riguarda il gruppo PLUTO.

  8.2.1.2.  FidoNet

     UNIX.ITA
        L'area UNIX.ITA tratta di tutto quello che riguarda i sistemi
        operativi *IX, sia come filosofia generale che come applicazione
        a sistemi particolari, compresi - ma non limitati a - AIX, A/UX,
        Coherent, ESIX, Interactive, Linux, Minix, NetBSD, SCO-UNIX,
        SunOS, Ultrix, Xenix.  tollerato anche parlare dei vari
        pacchetti software che storicamente sono associati all'idea di
        ``ambiente aperto'', e che sono disponibili in sorgente, come ad
        esempio i programmi GNU. *In via sperimentale*,  permesso
        parlare di programmazione di rete Unix (leggasi socket, RPC e
        simili).  L'area UNIX.ITA *non* tratta di TeX (esiste l'area
        TEX.ITA al proposito) e soprattutto *NON tratta* di ``Internet
        at large'' e affini.  Per queste tematiche esiste l'area
        COMMS_RETI.ITA. Si invitano gli abituali frequentatori di
        UNIX.ITA a non rispondere in quest'area ai messaggi di questo
        genere: molto meglio una risposta in matrix comprendente anche
        l'invito a linkare l'altra area in questione. La parte di
        Internet che riguarda l'area comprende essenzialmente i server
        http (non i lettori) e i protocolli http, ftp e simili (non
        HTML).

        Moderatore:     Pierluigi De Rosa, Fidonet: 2:335/720.1,
        pderosa@mbox.vol.it

     TEX.ITA
        I temi della conferenza sono il linguaggio per la creazione di
        documenti TeX (con l'estensione LaTeX) ed il linguaggio per la
        creazione di font METAFONT, che a TeX  direttamente correlato.

        Moderatore:     Valerio Aimale, FidoNet: 2:332/206.4,
        valerio@linux.it

     COMMS_RETI.ITA
        Qui si tratta di reti geografiche e metropolitane, dei loro
        contenuti, strumenti protocolli e modalit di accesso.
        L'argomento pu portare facilmente, data la natura della
        principali di queste reti, internet, a parlare di sistemi UNIX.
        Si ricorda che per questo argomento esiste un'area nazionale
        apposita.  Anche per la discussione sulle reti locali esiste
        un'altra area dedicata. Si invitano gli utenti a scrivere qui
        solo di reti geografiche e metropolitane e a spostare in matrix
        ogni comunicazione non attinente il soggetto della conferenza
        (ringraziamenti, saluti, insulti e divagazioni). Qualora un
        nuovo utente ponga una domanda a cui si  gi pi volte risposto
        in area o/e di cui si ritiene nota ai frequentatori la risposta,
        si prega di soddisfarne la richiesta in matrix e di inviare,
        sempre per questa via, copia della risposta al moderatore che
        provveder a inserirla nelle FAQ dell'area ( un buon
        proposito).

        Moderatore:     Federico Baraldi, Fidonet: 2:332/414.6,
        Federico.Baraldi@p6.f414.n332.z2.fidonet.org

     LINUX
        International LINUX Conference

        Area internazionale ufficiale su Linux. Niente di speciale, a
        parte il fatto che si leggono i messaggi provenienti da Sud
        America e Giappone qualche settimana dopo che sono stati
        spediti...

     SPUTNIK.500
        Area del LUG Siciliano

        Area locale all'HUB 500 (Sicilia) su Linux creata appositamente
        come area di supporto per il gruppo SPUTNIK. Loro non scherzano,
        hanno il RC dalla loro parte... O;-)))

  8.2.1.3.  PNet

     P_UNIX
        Linux, Unix e affini: discussioni sul sistema operativo Linux
        (software, hardware, compatibilit, sorgenti, etc) e confronto
        con altri sistemi operativi Unix-like

  8.2.1.4.  EuroNet

     COMEON_LINUX.ITA
        Area di supporto ComeOn Linux! per i suoi attivisti e per quanti
        vogliano collaborare.

  8.2.2.  Meeting

     I2U Convention
        Ogni anno l'I2U, associazione di produttori e utenti di Unix e
        sistemi aperti, organizza una convention, che rappresenta la pi
        grande manifestazione nazionale di applicazioni e soluzioni per
        sistemi aperti.  Da qualche anno la convention I2U si interessa
        attivamente di Linux.  Due anni fa ha invitato Linus in persona,
        l'anno scorso Alan Cox e Jos Vos.  Per ulteriori informazioni,
        puoi contattare Giuseppe Zanetti (beppe@freddy.iperv.it.

     Pluto Meeting
        Pi o meno 2 volte l'anno i Plutiani si ritrovano a parlare dei
        loro progetti e delle loro ambizioni. Almeno una di queste 2
        riunioni  aperta a tutti, viene organizzata con tanto di
        conferenze e dimostrazioni e viene pubblicamente annunciata nei
        soliti canali.

  8.3.  Siti Linux

  8.3.1.  Siti Internet

    <ftp://tsx-11.mit.edu/pub/linux>

     Casa madre di buona parte del software Linux, amichevolmente
     chiamato semplicemente ``tsx''.

    <ftp://sunsite.unc.edu/pub/Linux>

     Idem come sopra, in pi sunsite rappresenta il sito dove guardare
     per primo se si fa a caccia di informazioni e documentazione, anche
     questo chiamato ``sunsite'' e basta (basta la parola ;).

    <ftp://ftp.funet.fi/pub/linux>

     Uno dei pi grandi siti ftp al mondo, mirror di tante cose tra cui
     sunsite, tsx e casa madre dei kernel di Linux.

    <ftp://www.psy.unipd.it/pub/pluto>

     Casa madre di tutto quello prodotto dal gruppo Pluto, in
     particolare aggiornamenti della documentazione tradotta in italiano
     e Pluto Journal.

    <ftp://ftp.linux.it/>

     Casa madre di ILS, correntemente mirror completo di Debian e di
     molte altre cose relative a Linux, soprattutto relative all'uso di
     Linux in ambiente FTN (Ifmail-HOWTO e compagnia).

    <ftp://cnuce_arch.cnr.it/pub/Linux>

     Mirror ufficiale italiano di sunsite.

    <ftp://maya.dei.unipd.it/pub/unix-linux/sunsite>

     Mirror di sunsite.

    <ftp://ftp.unipd.it/pub/Linux/sunsite>

     Mirror di sunsite.

    <ftp://ftp.unipv.it/pub/linux>

     Mirror di sunsite.

    <ftp://goblin.dsi.unimi.it/pub/Linux>

     Slackware.

    <ftp://ftp.italnet.it/pub/Linux>

     Mirror di sunsite; tsx-11 parziale.

  8.3.2.  BBS su Linux

    OneWay BBS, +39 2 4491062, v.32bis,v.42bis, Milano, Fidonet
     2:331/333, Virnet

    DOC!, +39 41 5905472, ZyXEL19.2k,V.32b,V.42b, Mogliano Veneto (TV),
     Fidonet 2:333/704

    Sierra BBS, +39 6 39721568, ZyXEL19.2k,V.32b,V.42b, Roma, Fidonet
     2:335/336

    Aloha BBS, +39 923 546164/7, V.32bis, V.42bis, Trapani, Fidonet
     2:335/519, MultiMediaNet

    Pappaconda on-line, +39 51 6233671, Zyxel 19.200, Bologna, Fidonet
     2:332/424

    ILS BBS, +39 19 862349, V32bis,V42bis, Savona, Internet (E-Mail,
     News)

    XCalBr8 BBS, +39 535 91080 Fidonet 2:332/521 Sysop Andrea Baldoni.

     File per sysadm, sorgenti di dosemu60, doom, driver per Gravis.
     patch del kernel, sorgente completo del kernel.

    Eko BBS, +39 6 5215306, V.32bis, V.42bis, Roma, Fidonet  2:335/374
     Files: Slackware (Agosto95), Howto, LDP...

    cmb2000 BBS, +39 332 820009, v.32bis, v.42bis, Varese
     Fidonet 2:331/134 Files: Linux Slackware 3.0, IfMail-HowTo, MIT
     Sources, VuBbs.

     Universal Mind BBS, +39 434 33869, V.34+, Pordenone, Fidonet
     2:333/1016, ExNet 93:392/1, Itax 70:122/1, Pnet 91:13/1, PeaceLink
     61:3917/1, Sysop Alessandro Zamarian.

     Mirror (?!) di tutto quello prodotto per il PLUTO (soprattutto
     Italian-HOWTO e Pluto Journal), vario altro. Magic f'req ``PLUTO''
     per la lista files.

